Allenarsi in gravidanza non vuol dire inseguire la forma fisica, ma prendersi cura di sé con respiro, movimento e ascolto del corpo. Il respiro consapevole diventa il vero alleato per ridurre stress, migliorare postura, proteggere il pavimento pelvico e prepararsi al parto.
Il recupero dopo un taglio cesareo non si limita alla chiusura della ferita e alla prevenzione di infezioni. Si tratta di un intervento chirurgico a tutti gli effetti ed il recupero post-intervento richiede tempo, riposo, pazienza e dedizione insieme ad alcuni piccoli accorgimenti ed esercizi che possono rendere questo viaggio un po’ più semplice…senza dimenticare che in tutto questo c’è una piccola creatura – o magari più di una che richiede cure, amore e tanto impegno.
I sintomi che concernono il recupero post-cesareo non si limitano alle prime 8 settimane post-parto ma possono continuare molto più a lungo ed essere determinanti per il futuro.
E’ importante prendersi cura di se stesse e prevenire lo sviluppo di aderenze e sindromi posturali invalidanti (es. dolori alla schiena che si manifestano anche tardivamente a distanza di anni!) rispettando il proprio corpo sin dalle prime settimane dopo il parto ed in particolare iniziare a trattare la cicatrice fin da subito nel modo giusto.
Il dolore sacroiliaco è un dolore della parte inferiore della schiena, più in basso della zona lombare in corrispondenza del bacino. I fattori che possono portare allo sviluppo di dolore SIJ includono una ridotta o eccessiva mobilità, una discrepanza reale e/o apparente della lunghezza degli arti inferiori, l’età avanzata, l’artrite infiammatoria, una precedente chirurgia della colonna vertebrale, gravidanza, esiti cicatriziali da cesareo e sforzi o traumi e/o traumatismi ripetuti.
La sindrome femoro-rotulea o ginocchio del corridore, è una delle cause più comuni di dolore al ginocchio anteriore riscontrate dai medici. I pazienti tipicamente lamentano dolore al ginocchio anteriormente che si aggrava con il carico durante attività in flessione come correre, salire le scale e accovacciarsi. La maggior parte dei pazienti con PFS sperimenta una risoluzione dei sintomi con trattamenti conservativi, sebbene in alcuni rari casi possa essere resistente alle terapie ed essere persistente per anni.

