Negli Stati Uniti d’America è stato creato il mese  della “Consapevolezza del taglio cesareo” (una iniziativa dell’ICAN – International Cesarean Awareness Network), ecco perché ho deciso di  dedicare un articolo ad una tematica così importante e a me così vicina. Io stessa, infatti, ho avuto un parto cesareo per far nascere i miei gemelli dopo aver tentato con loro il mio secondo parto naturale.

Una nascita è una nascita, a prescindere da come avviene. È un evento delicato, intimo e può avvenire attraverso un parto naturale, spontaneo, indotto, a casa, in ospedale, in casa-maternità, in auto o sulla luna oppure attraverso un taglio cesareo che può essere d’elezione, d’urgenza, post travaglio o ad “accesso diretto”, ovvero quando la mamma giunge in ospedale ed il personale medico ritiene che il miglior modo per venire al mondo per quel bambino – sia attraverso un intervento chirurgico.

Lento, veloce, calmo, impetuoso, improvviso…ogni nascita è una nascita del bimbo/a e della mamma. E nascere è bello.

E’ proprio questo il motivo per cui ritengo che sia una cicatrice da ringraziare: essa rappresenta una pratica medica in grado di portare alla luce un bimbo…o più di uno, anche contemporaneamente!

L’intervento per parto cesareo si svolge in anestesia generale o, più frequentemente in anestesia spinale. Se la mamma ha tentato un parto naturale e ha richiesto la parto-analgesia, ovvero il posizionamento del catetere epidurale per controllare i dolori del travaglio e del parto, una volta raggiunta la sala operatoria l’anestesista utilizza proprio quel catetere per procedere con l’anestesia. Si inizia con una dose più “leggera” per poi “caricare” un pochino di più una volta che il/la bimbo/a o “i bimbi” sono nati.

Si tratta di un intervento chirurgico a tutti gli effetti ed il recupero post-intervento richiede tempo, riposo, pazienza e dedizione insieme ad alcuni piccoli accorgimenti ed esercizi che possono rendere questo viaggio un po’ più semplice…senza dimenticare che in tutto questo c’è una piccola creatura – o magari più di una – che richiede cure, amore e tanto impegno.

Ci sono tanti elementi in gioco: per prima la cicatrice, poi i muscoli di tutto il corpo ed in particolare dell’addome che recuperano dopo la gravidanza e l’intervento e – non ultimo – l’incredibile bagaglio ormonale ed emotivo associati al post-parto.

I sintomi che concernono il recupero post-cesareo non si limitano alle prime 8 settimane, ma possono continuare molto più a lungo ed essere determinanti per il futuro.

E’ importante prendersi cura di se stesse e prevenire lo sviluppo di aderenze e sindromi posturali invalidanti (es. dolori alla schiena che si manifestano anche tardivamente a distanza di anni!) rispettando il proprio corpo sin dalle prime settimane dopo il parto ed in particolare iniziare a trattare la cicatrice fin da subito nel modo giusto.

Per quanto impegnativo e fastidioso possa sembrare, lavorare sulla cicatrice può aiutare a ridurre la restrizione di movimento, diminuire l’intorpidimento, migliorare la sensibilità locale e diminuire il dolore.

crema per cicatrice

E’ consigliato trattare la cicatrice fin da subito non appena siano cadute le crosticine del rimarginamento, per almeno i primi 6 mesi post-parto, magari facendosi aiutare inizialmente da un fisioterapista o da un’ostetrica esperti che possano mostrare le manovre corrette e insegnare la manualità oltre che monitorare l’andamento della cicatrice ed il recupero post parto.

Una delle cose più semplici che si può fare è applicare un pad o cerotto in silicone sulla cicatrice per aiutarla a guarire nel modo giusto evitando che si ispessisca o si formi un fastidioso ed antiestetico cordone duro. A questo scopo esistono in commercio dei pad da ritagliare, dei rulli in silicone pre-tagliati e delle creme apposite.

Il pad va applicato sulla pelle ben asciutta e detersa. Potrà essere tenuto in sede con una rete o con gli slip se non è già dotato di un auto-adesivo. Va indossato in modo progressivo iniziando con qualche ora per poi passare ad una applicazione continua che personalmente consiglio di sostituire ogni 12 ore – magari alternandolo con un pad gemello adeguatamente conservato (spesso nel frigorifero).

Vi sono anche molti trattamenti olistici che si possono fare sulla cicatrice da cesareo a base di olio di iperico o olio di ricino, ma non tratterò questo aspetto in questo articolo, seppur ritengo che valga la pena informarsi a riguardo perché un trattamento olistico, oltre ad essere molto efficace se condotto da professionisti, è sempre e comunque una bella occasione per farsi una coccola e dedicarsi del tempo.

Non è mai troppo tardi per cominciare a trattare la cicatrice, anche se sono passati mesi o anni dall’intervento chirurgico perché la nostra pelle è in continuo cambiamento ed è sensibile alle stimolazioni meccaniche e manuali.