La meralgia parestesica (MP) è una sofferenza isolata (altrimenti detta “mononeuropatia”) del nervo femorocutaneo laterale (LFCN). È una delle più comuni mononeuropatie dell’arto inferiore ed è associata a molti fattori predisponenti. Poiché l’LFCN è un nervo deputato puramente alla conduzione della sensibilità e non ha nessuna funzione motoria (ovvero non fa muovere muscoli), la lesione del nervo provoca una notevole quantità di dolore e disagio senza alcuna disfunzione di movimento dell’arto inferiore. La MP si riscontra comunemente in pazienti con una fascia di età compresa tra 41 e 60 anni con un tasso di incidenza di 3-4 pazienti su 10.000 ed è più diffusa tra gli uomini.

Una delle cause più comuni di MP è dovuta alla compressione del nervo nell’area inguinale, ma ci sono molti casi clinici che elencano altre cause meno comuni o spesso trascurate come il prelievo di osso iliaco, la chirurgia pelvica, l’appendicectomia, la cateterizzazione dell’arteria femorale, il taglio cesareo, il neurinoma lombare e la chirurgia della colonna vertebrale in posizione prona.

Siamo fatti così…

Il nervo femorocutaneo laterale (nervo cutaneo laterale della coscia) è un nervo che origina dal plesso lombare, in particolare dal secondo e terzo segmento lombare; segue il margine laterale del muscolo grande psoas e decorre obliquamente verso il legamento inguinale sulla superficie anteriore del muscolo iliaco. In questa zona è avvolto e protetto da un denso strato di fascia chiamato fascia iliaca. Quando esce dall’addome, il nervo mostra un decorso molto variabile per questo è necessario utilizzare tecniche di imaging più approfondite anche per scopi diagnostici e terapeutici. Secondo gli autori, alcuni tipi di varianti di uscita del nervo femorocutaneo laterale rendono il paziente più vulnerabile alle lesioni.

Dopo che il nervo è uscito dalla cavità addominale subisce una forte angolazione mentre passa nella regione inguinale; pertanto, il movimento di estensione dell’anca può creare più tensione su alcune varianti di uscita del nervo e, nei pazienti obesi, l’addome cadente può creare più trazione e compressione danneggiandolo ulteriormente.

Cause e fattori di rischio

La patologia primaria della MP è dovuta alla sofferenza del nervo femorocutaneo laterale, che può verificarsi lungo il suo decorso dalle vertebre lombari verso la coscia; la posizione più comune è quando il nervo perfora o viaggia al di sotto del legamento inguinale.

Le cause della MP possono essere classificate come iatrogene e spontanee (non chirurgiche).

Nella MP spontanea sono coinvolti molti fattori di  rischio:  l’obesità, la gravidanza e la compressione dell’area inguinale da parte di pantaloni o cinture pesanti o giubbotti sono tra le cause più citate. Anche il diabete sembra essere un fattore di rischio indipendente, con la MP che si verifica sette volte più probabilmente nelle popolazioni diabetiche rispetto alla popolazione generale.

Il tipo iatrogeno è una MP che può essere considerata una complicazione di alcune procedure chirurgiche (riparazioni di ernie, chirurgia della colonna vertebrale, cateterizzazione dell’arteria femorale, cicatrici da  parto cesareo).

Sintomi 

La MP è solitamente una patologia che interessa un solo arto inferiore, sebbene a volte si verifichino casi bilaterali. I sintomi compaiono tipicamente sulla superficie laterale o anterolaterale della coscia (nell’area innervata dal nervo). L’intorpidimento è il sintomo più comune, ma altri sintomi includono formicolio, bruciore, scosse e dolore nell’area interessata. Poiché il nervo femorocutaneo laterale è un nervo puramente sensoriale, non dovrebbero esserci disturbi motori. I sintomi possono presentarsi per un periodo prolungato con durata fino a trent’anni o in modo intermittente con risoluzione spontanea dei sintomi. Le posizioni che allungano o comprimono il nervo come la posizione eretta prolungata o l’estensione dell’anca durante la deambulazione o la posizione seduta prolungata possono aggravare i sintomi della MP. Le manifestazioni cliniche di intorpidimento o parestesie in assenza di  disturbi motori dovrebbero essere abbastanza discriminanti da consentire una diagnosi differenziale tra la MP e altri tipi di radicolopatia in quanto le malattie delle radici nervose di solito si presentano con un mix di disturbi motori e sensoriali.

Diagnosi 

La diagnosi di MP è apparentemente semplice. Tuttavia, uno studio ha rilevato che il 61% dei casi indirizzati ai test elettrofisiologici non è stato diagnosticato come MP anche se solo il 27% di questi presentava un’area atipica di alterazioni sensoriali. Ecco perché il medico curante deve avere una conoscenza adeguata e un alto indice di sospetto per fare una diagnosi e un trattamento corretti per questa condizione potenzialmente debilitante.

Sono disponibili molte opzioni per il medico curante per eseguire correttamente la diagnosi di MP in casi atipici o ambigui, tra questi il test di compressione pelvica; un altro tipo di test che può essere usato è un test neurale sul fianco che metta in maggior tensione il nervo nel suo decorso; inoltre si possono utilizzare tecniche di imaging quali TAC, risonanza magnetica, ecografia e test elettrofisiologici.

Trattamento

Gli approcci per il trattamento della MP sono di tre tipi: intervento conservativo riabilitativo, utilizzo di blocchi nervosi ed interventi chirurgici. La scelta del trattamento dipende in gran parte dalle esigenze del paziente e dalla risposta alla terapia.

Approccio conservativo riabilitativo

Gli interventi conservativi includono misure per alleviare la compressione del nervo come la rimozione della cintura, il passaggio da un pantalone più stretto a uno più largo, la perdita di peso e, in un approccio più globale, il controllo della postura e l’esercizio attivo per ripristinare un equilibrio muscolare corretto ed evitare ulteriori sollecitazioni.

Altri interventi conservativi riportati in letteratura sono l’uso di analgesici o farmaci antinfiammatori non steroidei. Poiché la maggior parte dei pazienti con MP ha riportato un recupero completo senza l’uso di interventi invasivi (blocchi nervosi e interventi chirurgici) e queste misure comportano rischi minori, una sperimentazione di analgesici, impacco di ghiaccio, FANS combinato con ulteriori gli interventi comportamentali per alleviare la compressione possono essere utili per la maggior parte dei pazienti. Se i sintomi dovessero persistere, al paziente possono essere offerte altre terapie dopo aver considerato il rischio e il beneficio.

Blocchi nervosi

I blocchi nervosi che utilizzano anestetici locali possono essere un’alternativa agli interventi chirurgici quando la misura conservativa non riesce a ottenere un adeguato sollievo dai sintomi. Poiché esiste una variabilità molto elevata del decorso del nervo femorocutaneo laterale, si raccomanda l’utilizzo della sonda ecografica per localizzare il nervo LFCN e per guidare l’iniezione per ottimizzare il trattamento. Molti ricercatori hanno riportato l’efficacia dei blocchi nervosi, sebbene le prove siano contrastanti.

Interventi chirurgici

Nella MP possono essere utilizzati due interventi chirurgici: neurolisi e neurectomia, ma entrambi hanno i loro vantaggi. Nella neurolisi, il chirurgo cerca di liberare il nervo dalla compressione lungo il suo decorso. La neurectomia, invece, si riferisce alle procedure per recidere l’LFCN, quindi, denervando e alleviando gli spiacevoli sintomi sensoriali causati nella MP. Sebbene le prove siano deboli, alcuni studi hanno concluso che la neurectomia è un intervento efficace e talvolta superiore rispetto alla neurolisi con un tasso di successo dell’85-100%.